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Cos’è un impianto di diffusione sonora

Cos'è un impianto di diffusione sonora

Un impianto sonoro può essere utile per lo svago, come ascoltare musica per rilassarsi dopo una lunga giornata oppure mettere le proprie canzoni preferite per aver la carica, sentire le notizie o seguire un programma tv.

Ma esso è anche indispensabile quando si parla di sicurezza in molti luoghi pubblici, un dettaglio a cui non si pensa spesso. Basti riflettere su quante volte capita di sentire una voce registrata che parla o un annuncio in diretta.

Per esempio, nelle stazioni o negli aeroporti, dove voci registrate annunciano gli orari o qualcuno in diretta dà notizia dei ritardi (non facendo certamente piacere a nessuno, anzi…). Dunque, l’impianto sonoro in molte situazioni è fondamentale.

Serve anche per la sicurezza. Quando avviene un incendio e bisogna evacuare un edificio, poter contare sulla possibilità di dare messaggi per dire alle persone che cosa fare. Devono essere di buona qualità, per essere utili. Prima deve suonare una sirena.

Dunque, in tanti casi c’è proprio la necessità, sancita anche dalla legge, di avere degli impianti sonori con determinate caratteristiche, che vanno testati in modo regolare. Per quanto riguarda le proprie case, solitamente le funzioni sono più ludiche e di intrattenimento.

Un impianto sonoro, per definizione, è un sistema in grado di diffondere musica o messaggi vocali all’interno di un ambiente. Come detto, ha funzioni di intrattenimento ma anche altrettante di sicurezza.

Gli impianti sonori antincendio, caratterizzati da una sirena che allerta tutti in caso di pericolo, ancora prima che da una voce guidi le persone verso le uscite. Sono presenti per esempio in ospedali, teatro, palazzetti, auditorium, aziende oltre che ovviamente stazioni o aeroporti.

Le norme italiane, per rendersi conto, fanno sì che sia obbligatori per uffici con più di 100 persone, nelle strutture sanitarie, negli edifici di interesse storico ed artistico quali musei, gallerie, biblioteche, nelle stazioni metropolitane, ferroviarie e negli aeroporti e sulle navi.

Ed ancora nelle attività e nei centri commerciali o grandi magazzini di superficie superiore a 400 mq, nelle strutture alberghiere con più di 25 posti letto, negli edifici scolastici di ogni ordine e grado e negli impianti sportivi con numero di spettatori superiore a 100.

Se alla classica sirena si aggiunge una voce che aiuta le persone, ci sono altre regole da seguire. L’impianto deve infatti disporre di avanzati meccanismi di autodiagnosi e di ridondanza dei suoi componenti vitali.

Inoltre bisogna verificare costantemente l’efficienza dei microfoni, della sezione di amplificazione, delle linee e degli altoparlanti, fino alla supervisione del gruppo di alimentazione caricabatterie, per essere certi che tutto, in caso di necessità, sia pronto.

Per quanto riguarda invece impianti sonori per l’intrattenimento, sono comunque diversi i punti di cui tener conto. Se si parla di una struttura per la casa, è abbastanza semplice, ma se già si passa a quella per una sala dove avvengono concerti o per una chiesa, il discorso si complica.

Sostanzialmente, questi tipi di impianti sonori si dividono in impianti live e per il suono riprodotto. Come dicono i termini stessi, i primi sono amplificati nell’ambiente con microfono aperto e diffondono dei suoni in diretta.

I secondi, invece, non prevedono nessun microfono aperto e servono solo per la diffusione di musica o messaggi vocali. Non devono cioè trasmettere dei suoni emessi al momento e nel luogo, come possono essere delle canzoni intonate live.

Come si può intuire, nel secondo caso sono meno gli accorgimenti a cui si deve badare. Quando si parla di impianti per le case, si rientra in questa casistica, anche se c’è sempre di più l’esigenza di poter ascoltare la musica in più stanze e di avere proprietà avanzate del suono.

Solitamente un impianto di diffusione sonora domestico si compone di diversi amplificatori e diffusori, capaci di propagare il suono in diversi luoghi della casa, oltre che delle sorgenti sonore. I componenti sono collegati alla rete elettrica e l’impianto può essere allargato. Consentono l’ascolto sia da un impianto HI-FI che dalla radio FM integrata

Nei sistemi più evoluti a livello tecnologico, ci sono soluzioni di controllo della diffusione tramite touch screen inseriti ad incasso sulle pareti. Per poter ascoltare i suoni in camere diverse si usano spesso impianti di diffusione sonora multiroom.

Essi permettono per esempio di sentire da più sorgenti la musica in più stanze, di accendere e spegnere il suono, di regolarne il volume, cambiare stazione radio, decidere da quale stazione prendere il suono, spesso controllando alcune funzioni da pc, tablet o smartphone.

La loro comodità è quella di impostare tutto da un unico comando, senza doverlo fare stanza per stanza, sia che si scelgano per tutta la casa (o per tutto l’ufficio o tutto l’edificio se si parla di impianti aziendali).

Gli impianti possono essere mono o stereo. Nella diffusione mono ci sono una serie di casse che diffondono interamente la gamma di frequenze emessa, mentre nella stereofonia vengono suddivise in due canali, destro e sinistro.

Per gli ambienti piccoli è ideale una scelta stereo, dove le persone si possono posizionare tra le due casse. Per luoghi come ristoranti dove serve un suono uniforme indipendentemente da quanto si è vicini alle casse stesse è meglio optare per una mono.

Sempre più diffusi sono gli impianti dolby sorround, che nella versione in 5.1 scompongono il suono in cinque canali, nella versione 7.1 (che però è rara e costosa) addirittura in sette. Il risultato è quello di percepire il suono come se si fosse in mezzo all’azione: perfetto per i film, soprattutto d’azione!

Di cosa bisogna tener conto quando invece si installa un impianto sonoro live per esempio per un locale dove si diffonde musica live? Il primo effetto che può verificarsi ed essere fastidioso è l’effetto Larsen, un fischio che nasce dal ritorno dei suoni emessi dall’amplificatore del microfono.

Per ovviare al problema è necessario stabilire l’esatta posizione degli altoparlanti e il punto in cui devono essere presenti i microfoni. È meglio rivolgersi a un esperto, che saprà anche evitare disturbi vari, distorsioni e feedback acustici.

In linea di massima non si dovrebbero mai rivolgere le casse che vanno ad amplificare la voce entrante nel microfono verso chi parla, tranne se si parla di cantanti o di musicisti che hanno la necessità di potersi ascoltare.

Bisogna considerare che il riverbero è quasi inevitabile. In situazioni come chiese, per esempio, ci sarà, anche se si può cercare di limitare. I corpi presenti nel luogo dove viene installato l’impianto rappresentano una superficie con un tasso di assorbimento pari al 100%. Il riverbero in quel caso è più limitato.

Per dubbi o domande, noi di OsaTech siamo a vostra disposizione, anche da remoto.

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